L’analisi che fa Pierangelo De Pace, dal punto di vista economico, probabilmente non fa una piega. Ma per arrivare alla conclusione cui arriva lui dovrei accettare almeno due presupposti che non posso accettare, almeno senza dati alla mano.
Prendendo il caso degli organi doppi, come i reni, viene affermato che
la maggior parte di noi continua a vivere con un organo di cui farebbe volentieri a meno dietro pagamento.
Il fatto che nel nostro corpo ci siano organi doppi, non è un errore della natura, ma una ridondanza dovuta alla fragilità dell’organo, dimostrata dal numero di richieste di trapianti esistente. Vivere con un rene si può, ma basterebbe un diabete per danneggiarne due. E’ allora vero che se ne potrebbe fare volentieri a meno? Credo di no!
Nel caso di donazione da vivente, che in Italia è un caso eccezionale per cui ci vogliono tre gradi di giudizio, potrebbe essere un gesto eroico e d’amore di un parente, per il quale approfondite analisi devono accertare la non predisposizione a determinate malattie che possano compromettere l’organo rimasto.
Ma se dal gesto d’amore si passasse alla pianificazione, partendo dal presuposto: “tanto si fa già, meglio legalizzare”, i rischi aumenterebbero non solo per i donatori, ma anche per i riceventi.
Io credo che le maggiori necessità di risorse economiche siano concentrate in determinati periodi della vita, come quello nel quale si diventa indipendi dalla famiglia di origine, se ne forma una, serve una casa, si mettono al mondo figli che richiedono crescenti risorse economiche. Generalmente questo periodo della vita corrisponde ad una età giovane, diciamo intorno ai 30 anni, per cui l’aspettativa di vita ne metterebbe in conto anche altri 50. Di fronte alla possibilità di liquidità, per uno scopo onorevole come dar da mangiare ai figli, il genitore non esiterebbe a vendere un rene, di cui potrebbe fare a meno, ma potrebbe seriamente mettere a repentaglio la propria vita, non avendo coscienza di malattie che possono essere a comparsa ritardata. Inoltre gli organi per cui si parla di donazione sono attualmente sostituibili, pur con enormi inabilità come la dialisi, che permettono la vita del potenziale ricevente nonostante la lesione dell’organo.
Quello che non può non notare un economista è che i potenziali donatori non sarebbero tutti nelle stesse condizioni di scegliere, ma i ceti sociali più solidali sarebbero quelli meno agiati che userebbero la donazione come risorsa economica. Chi non avesse bisogno di soldi non metterebbe a rischio la propria vita.
Una cosa non trascurabile sarebbe poi inserire il concetto, nella sanità pubblica, che chi ha i soldi può permettersi di comprare la sua salute, e non mi pare che regga l’ipotesi di De Pace di sovvenzioni che farebbero tornare tutti alle stesse possibilità di acquisto dell’organo, oppure sarebbe ingiusta, dove per giustizia si intende dare a ciascuno ciò che gli è dovuto. Credo comunque che questa possibilità sia a conoscenza dell’autore.
Ma Pierangelo sottovaluta il fatto che aumenterebbe anche il rischio per i riceventi, poichè la fonte degli organi, potrebbe abbassarsi di livello e di sicurezza: quanti alcolisti, dorgati, sarebbero disposti a vendere un rene per avere una fonte di reddito? Non ne faccio un giudizio di moralità sul donatore, ma una semplice constatazione che l’organo di chi ha abusato di alcol o droghe non è come quello di un donatore sano.
Oggi la giustizia è data dall’urgenza della necessità, nella lista d’attesa chi è in pericolo di vita sorpassa chi nella stessa lista può vivere, ad esempio con 2 dialisi a settimana.
Io credo che il modo migliore per affrontare il problema sia incentivare la donazione da cadavere, che con opportune campagne di sensibilizzazione può raggiungere standar ottimali. Inoltre i progressi nella ricerca scientifica stanno progredendo. E’ di pochi giorni fa la notizia della realizzazione di una vagina biotech ottenuta con staminali adulte che promettono di curare numerose patologie. Inoltre sono allo studio organi artificiali che possono temporaneamente sostituire un organo danneggiato, in attesa del trapianto, permettendo una buona qualità della vita.
Come avrete compreso io non sono per l’equità, ma per la giustizia. L’equità vuole dare a tutti lo stesso trattamento, io credo che ognuno debba ricevere quello di cui ha bisogno. Non è una differenza da poco, soprattutto dovendo trattare argomenti come questo.



Giovanni Nocera












[...] Approfitto dello spunto per segnalare un vecchio post che commenta la possibilità di prevedere un mercato legale di organi. [...]
il link alla vagina biotech è rotto
sistemato!
grazie della segnalazione!q