La notizia dell’arresto di un ragazzo, accusato di pedofilia, a seguito della denuncia del suo psichiatra ha sollevato un dibattito sulla inviolabilità del segreto professionale. In alcuni casi le posizioni sono riconducibili al quesito evangelico: è il sabato fatto per l’uomo o l’uomo per il sabato?
Personalmente credo che il segreto professionale sia a servizio del bene del paziente e non un arcano che debba essere preservato ad ogni costo.
Sono d’accordo con Stefano che l’atto del medico violi in segreto professionale. Non condivido il fatto che sia in ogni eventualità un’azione illegittima.
Esistono dei casi in cui è chiaro che il segreto professionale del medico possa essere superato per il bene di un terzo (marito sieropositivo che non vuole comunicarlo alla moglie) quando c’è pericolo di vita o urgenza. Il limite sta appunto nel rispetto del bene della persona, della tutela della vita e della salute.
Naturalmente il medico che violi il segreto professionale deve essere cosciente che può andare incontro ad un accertamento deontologico, anche per valutare se sia stato un comportamento legittimo o solo a scaricabarile, ma senza fare diventare il segreto professionale un sacramento.



Giovanni Nocera












Sono d’accordo con te, a che serve tutelare principi astratti che applicati non si rivelino un bene per gli interessati? Persino il carcere DOVREBBE lavorare per il recupero del condannato.