About
set 12th, 2007 by Giovanni Nocera
Giovanni Nocera – Agrigento, 1981
Primo di nove figli ho imparato, crescendo, il valore della famiglia. Ho maturato una convinta fede cattolica partecipando a diverse esperienze ecclesiali. Impegnato in molteplici attività mi occupo, in particolare, della difesa della vita.
Studi
- Licenza in Bioetica – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma – 2007
- Master in Bioetica – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Roma – 2007
- Laurea in Ingegneria Biomedica – Università Campus Bio-medico, Roma – 2004
- Maturità Classica – Liceo Ginnasio Statale Empedocle, Agrigento – 2000
Attività
- Candidato al Consiglio Provinciale di Agrigento nelle liste UDC ho raccolto 1278 preferenze, ottenendo il secondo miglior risultato della lista e risultando il primo dei non eletti. 2008
- Eletto nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Autonoma Donatori Sangue di Agrigento (ADAS ), svolgo la funzione di Segretario. 2008-oggi
- Presidente Associazione culturale Centro del Mediterraneo, Agrigento, 2003-oggi
- Vice Presidente Associazione Bioeticisti Italiani, 2007-oggi
- Biostatistico e Vice Presidente Comitato Etico per la sperimentazione clinica dei farmaci, AUSL n. 1 Agrigento, 2007-oggi
- Componente Comitato scientifico per le edizioni del Convegno Internazionale sulle cellule staminali, Agrigento e Favara, 2006-oggi
- Collaborazioni con settimanali (L’Amico del Popolo) e quotidiani (L’Unico)
- Promotore Comitato pro rigassificatore Agrigento, 2007-oggi
- Animatore oratorio, Parrocchia BVM di Fatima – Agrigento, 1995-2000
- Promotore di viaggi per le Giornate Mondiali della Gioventù (1997/2000/2002/2005) e di numerosi altri incontri per giovani cattolici
- Progettazione e realizzazione del primo motore di ricerca per la bioetica
CURRICULUM VITAE
Giovanni Nocera
Nationality: Italian
Date of Birth: July 15th, 1981
Email: g.nocera@bio-etica.it
Degree: Biomedical Engineering
University “Campus Biomedico di Roma”, Rome
October 2000 – July 2004
Excellent technical knowledge of NMR, PET and SPECT scanners and RX equipment.
Computer, network and language programming experience: Excellent knowledge of Windows and good knowledge of Linux (Red HAT).
Excellent knowledge of the entire Microsoft Office package and other programs for OS Microsoft.
Web and Blog excellent management, using the different platforms of Content Management System (CMS), like Wordpress, Joomla, Xoops.
Excellent knowledge of email, browser, FTP, IM, RSS reader systems.
Good knowledge of programming languages: C, PHP, MySQL, Server Apache Administration, HTML.
Certificate: “IT Essentials II: Network operating Systems” of the CISCO Net-Academy (Internetworking, Windows 2000, 9x, NT, XP, network protocols and services).
Licence: Bioethics
Pontifical Athenaeum Regina Apostolorum, Rome
October 2005- October 2007 Final dissertation on Neuroethics with special emphasis on fNMR, both technical and clinical.
Co-founder and Vice President of the Italian Association of Bioethicists (February 2007).
From August 8th to now, member of the Ethics Committee of a local Health Division in Agrigento, Italy
Good knowledge of the English language, spoken and written.
Would like to spend a few months in fNMR research lab to learn the basics of fNMR, its clinical applications and the correlation between the fMNR activated areas and brain functioning in normal or pathological states.
I am a very versatile person, enjoy working with people and I would be very active in a research team.
Would prefer a grant and would need to be contacted two weeks in advance.










[...] Curriculum vitae [...]
Vedo che ti interessi di temi scientifici. Io insegno matematica e scienze:)
questo è il mio blog didattico di scienze:
http://scientificando.splinder.com
Complimenti per il blog:)
Caro Gio., sono quell’Enrico Delfini un cui pezzullo apparso su Avvenire, inseristi nel Blog un paio d’anni fa.
Apprezzo il tuo lavoro, e mi permetto di farti avere un altro articolo, pubblicato nell’autunno scorso.
Se troverò il tempo, mi riprometto di restare in contatto.
Buon lavoro !
Ha fatto molto parlare, negli ultimi mesi, una sentenza emanata da un giudice, che, in contrasto con la vigente legislazione, obbligherebbe un medico, o una istituzione sanitaria, a praticare una diagnosi pre-impianto in un embrione.
Vorrei affrontare alcuni aspetti del problema, su cui si stanno stracciando le vesti da una parte e dall’altra i sostenitori e i detrattori della legge 40 sulla procreazione assistita.
E vorrei farlo senza appellarmi a “grandi principi”, e senza spacciarmi per grande esperto di bioetica; vorrei proprio restare terra terra, cercando di guardare le cose senza la lente deformante cui siamo abituati quando si affrontano argomenti delicati come l’inizio della vita, la dignità dell’embrione, eccetera.
Proviamo a “leggere” gli avvenimenti in modo davvero asettico: abbiamo una persona che, preoccupata per la propria salute, chiede che venga effettuato un esame, potenzialmente pericoloso, non su di sè, ma in una provetta dove c’è un “qualcosa” che, a seguito dell’esame richiesto, potrebbe subire danni o addirittura venire distrutto.
Che cosa è questo “qualcosa”? Nessuno lo sa di preciso, ma tutti, a parole, lo considerano una cosa importante (alcuni addirittura sacra); anche chi considera accettabile l’ipotesi di distruggerlo, lo riconosce possibile potenziale erede delle sostanze della persona che lo vuole far esaminare.
Se invece di essere invisibile ad occhio nudo fosse più grosso, ad esempio un uomo, o un bambino, o un animale, metterne a repentaglio la vita o l’integrità non nel suo interesse, ma a vantaggio di un’altra persona, sarebbe per tutti una cosa sconveniente. Pensiamo ad uno scenario in cui un uomo sia obbligato a subire un intervento, anche a basso rischio, nell’interesse di un altro; immaginiamo che si tratti poi di un minore, o di una persona handicappata, comunque incapace di esprimere un consenso informato. La condanna sociale e morale di un tale obbligo sarebbe unanime.
Come medico, trovo poi imbarazzante la posizione dei colleghi che, obbligati da un tribunale o anche di propria scelta, agiscono su questi embrioni in fase precocissima. Tutti gli interventi medici, da un prelievo ad una operazione chirurgica, dovrebbero essere eseguiti nell’interesse del soggetto trattato; quando ciò non accade, le voci contrarie non tardano a farsi sentire. Vivisezione, test su animali per i prodotti cosmetici, chirurgia sperimentale su “poveri vitellini”, maiali allevati in sterilità per cercare di creare un fegato artificiale…. questi e altri tipi di comportamento sono considerati spesso inaccettabili.
Quando studiavo medicina, ricordo un testo in cui si parlava degli effetti delle basse temperature e dell’assideramento sul corpo umano. A piè di pagina, una nota spiegava che molti dei dati esposti derivavano dai tragici esperimenti condotti nei lager nazisti; gli autori ammettevano di aver fatto fatica a decidere di accettare e pubblicare le risultanze di tali studi, che ritenevano deplorevoli e inumani.
Non è che voglia fare un parallelo tra il caso di Cagliari e i lager nazisti; qui i prigionieri venivano trattati come cavie, “nell’interesse della scienza”, dopo che la loro dignità umana era stata annullata per legge, dando una parvenza di cinica legalità alle azioni dei vari dottor Mengele. Nel caso dell’embrione sardo, nulla di tutto questo: la richiesta di esame pre-impianto è motivata come atto di amore e di rispetto verso un essere umano a tutti gli effetti; è paradossale che in questo caso coesistano da un lato un sentimento di amore verso di lui, che spinge a volere per lui la qualità di vita migliore possibile, eliminando il rischio di patologie congenite, e contemporaneamente la convinzione che nello sfortunato caso che tali patologie siano presenti, sia lecito e giusto eliminare la malattia eliminando direttamente il malato.
Togliendo di mezzo gli aspetti emotivi, la situazione è, per certi versi, di quelle che un medico affronta direi quotidianamente: quando un paziente chiede, ad esempio, un controllo del colesterolo, o una densitometria, o qualunque altro esame. Per eseguire l’indagine, deve esserci una qualche utilità per il paziente in questione. Se, ad esempio, un paziente maschio di trenta anni dice di voler fare la densitometria, o una donna chiede l’esame della prostata, il medico non dovrebbe accondiscendere alla richiesta, se ritiene che non ne possa venire alcun utile vantaggio al paziente. E nel caso che l’esame richiesto dovesse essere fatto su un’altra persona? Per esempio un coniuge che voglia sapere se il consorte è positivo all’HIV o ad altra malattia contagiosa; vi è accordo quasi unanime nel ritenere che tali accertamenti violerebbero la privacy e che si debba seguire solo la strada del convincimento. E, badate bene, si tratta di esami a rischio nullo. Nel caso della diagnosi pre-impianto il rischio è reale e consistente.
Un’ultima notazione: richieste di questo tipo sembrerebbero accettabili, dal punto di vista razionale, solo negando all’oggetto la dignità di essere umano (anche se gli anti-vivisezionisti estendono certe tutele ad altre specie); tale posizione è quanto meno dubbia, e un certo grado di rispetto è riconosciuto anche dalle legislazioni più laiche. La stessa legge 194, il diritto successorio, e mille altri documenti e norme di legge , nessuno ha mai avuto il coraggio di negare l’evidenza (il prof Flamigni è un caso a parte, ma non ne teniamo conto). Ebbene, la cosa strana è che chi ha chiesto l’intervento del giudice, non è certo un aguzzino nazista, tutt’altro ! La sua richiesta nasce proprio da un interesse al bene e al benessere di quell’oggetto misterioso, per il quale si auspica una vita felice e sana, e che si è pronti ad amare come figlio.
Enrico Delfini
Buongiorno!
Sono una studentessa di Psicologia particolarmente interessata al tuo punto di vista bioetico-ingegneristico sulla Neuroetica! Anche io sto facendo una tesi su questo argomento. Ti ho aggiunto come contatto msn dato che scrivi di non leggere mail.
A presto!